Progetto Educativo

Progetto educativo unitario scuole paritarie ASC

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Premessa

Il PE è espressamente previsto dalla legge sulla parita scolastica e si richiama al de­ creto sull’autonomia.

La legge sulla parità amplia il sistema dell’istruzione nazionale, in quanto in esso comprende anche le scuole paritarie, che pone di fatto al pari delle scuole statali, ri­conoscendone la funzione pubblica. Ad esse, pertanto, vengono estesi quegli spazi di libertà nell’organizzazione e nell’offerta formativa, già riconosciuti alle scuole statali con il decreto sull’autonomia.

E evidente, allora, che per esercitare il diritto costituzionalmente garantito dalla libe­ra scelta educativa le famiglie hanno bisogno di conoscere il progetto educativo. All’in­terno del sistema nazionale di istruzione, ogni singola scuola pubblica, statale o pari­ taria, si organizza e agisce secondo una propria identita culturale, in base alla quale intende realizzare in concreto la formazione integrale della persona.

Alla luce di quanto esposto, al fine di orientare le famiglie ad una scelta consapevole, condivisa, responsabile, la Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo (ASC) ritiene prioritario e fondante, per l’azione educativa di ogni sua comunita scolastica pre­ sente sul territorio nazionale, esplicitare e comunicare la sua identita culturale e i valori fondamentali cui si ispira.

 

Presentazione

Le scuole paritarie, in quanto gestite dalla Congregazione delle ASC sono Scuole cat­toliche, come previsto dal Codice del diritto canonico e sono presenti in diverse regioni del territorio nazionale.

Come Scuole paritarie fanno parte del Sistema nazionale d’istruzione, del quale con­dividono i valori espressi nella Carta costituzionale e nei Documenti internazionali sui diritti dell’uomo e del fanciullo; come Scuole cattoliche si richiamano alla concezione cristiana della vita, ispirano la loro attivita educativa ai valori del Vangelo e al carisma di Santa Maria De Mattias (1805-1866), fondatrice a soli 29 anni della Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo, canonizzata da Giovanni Paolo II nel maggio del 2003. Nel dare vita alla Congregazione delle ASC, Maria De Mattias si ispirò certamente alla prima adoratrice, Maria di Nazareth che, ai piedi della Croce, insegnò come vivere  nell’adorazione e nel servizio. Per tutta la sua vita, Maria De Mattias si prodigo nel ser­ vizio agli altri, attraverso la predicazione, la catechesi, l’educazione, contravvenendo an­che alle usanze e alla rigidità delle norme del tempo. Ella, ciociara e analfabeta come le donne del tempo, seppure di agiata famiglia, seppe leggere le tumultuose vicende della sua epoca. Si fece autodidatta e poi maestra per raggiungere nel profondo ogni persona e riconciliarla a Dio e per ridare speranza ad un mondo, segnato dalla violenza. Seppe annunciare un messaggio di pace, avvicinando i diseredati a Cristo Gesù, al sacrificio del Suo Sangue, versato per la salvezza dell’umanità.

 

“Ogni persona vale tutto il sangue di Gesù Cristo”

 

è il motto di Santa Maria De Mattias, da cui scaturiscono la vision e la mission delle Scuole ASC.

VISION – Una scelta educativa di qualità per una crescita integrale dell’adulto di do­mani.

MISSION – Le Scuole ASC intendono evangelizzare la cultura e la società, a servizio della Chiesa locale, con la stessa passione educativa che fu di Santa Maria De Mattias, che esorta a (non stancarci di fronte ai sacrifici richiesti dall’educare, ma prodigarci per il bene di ciascuno senza attenderci niente”.

La Comunita educativa ASC, attraverso la propria offerta formativa, intende accoglie­re e promuovere la persona per quella che è; curare con amore e carità la sua formazio­ne integrale nel rispetto delle diversita sociali, culturali etniche e religiose; celebrare la gioia di essere redenti, per le meraviglie che Dio compie in ogni creatura, nel mondo e nella Chiesa. Nelle scuole ASC, il progetto educativo è specchio di tale identita: in esse si opera nella consapevolezza che “oggi l’educazione e rivolta ad una generazione che cambia e ogni educatore e chiamato a cambiare, nel senso di saper comunicare coni giovani che ha di fronte”. Del resto, le rapide trasformazioni del nostro tempo, “il diffondersi sempre più vasto di società multiculturali domandano a quanti operano nel settore scolastico di coinvolgersi in itinerari educativi di confronto e di dialogo, con una fedeltà coraggiosa e innovativa che sappia far incontrare l’identità cattolica con le diverse anime della società multiculturale”.

 

Finalità dell’azione educativa ASC

I1 fine dell’azione educativa delle Scuole ASC è la formazione piena, integrate ed ar­moniosa della persona, secondo la sua vocazione. La realizzazione della felicita e del bene per ciascun allievo anima l’impegno edu­cativo nella consapevolezza, che nel nostro tempo l’uomo rischia di essere senza Dio, perché privata della fiducia e della speranza. II recupero della fiducia e della speranza implica l’apertura di uno spazio alla trascendenza, alla ricerca della verità da porre a fondamento dell’educazione. Fare dunque della persona, considerata in tutte le sue   “­dimensioni, un valore da porre al centro dell’azione educativa e per tutti gli educatori non solo criterio generale da condividere, ma valore cristiano da salvaguardare, in quanta ciascun uomo è depositario di una spiritualità che si esprime con l’intelligenza, la volon­tà e il libero donarsi agli altri. Cosi, nell’a­zione  educativa della missione ASC si mira alla formazione umana e cristiana della persona, che nel prepararsi ad essere re­sponsabile cittadino del domani, aperto all’incontro e al dialogo, ha soprattutto chiaro che nessuna convivenza può dirsi stabile, duratura e rispettosa, se non si trascende l’esperienza soggettiva e se, al centro di tutte le domande di senso sull’esistenza, si pongono solo i bisogni personali. A partire gia dalla scuola d’infanzia, l’intento di sviluppare nell’allievo, come sottolineato nelle indicazioni nazionali pe ril curriculo, l’attitudine a porre e a porsi domande di sensa su questioni etiche e morali, e perseguito, dando voce anche a quegli aspetti dell’esperienza umana troppo spesso oggi volutamente trascurati o addirittura negati. Sovviene la sollecitazione di Giovanni Paolo II ad aiutare ciascuno a cogliere, nella concreta e dura realtà, il mistero profondo dell’esperienza umana, a vivere la vita come dono di Dio, comprendendo anche la sofferenza e la morte.

Il processo della globalizzazione nella società attuale c’introduce in una nuova fase storica a livello economico, culturale e sociale; anche le distanze geografiche si accorcia­no grazie alle rapide trasformazioni tecnologiche del nostro tempo. In questa processo di trasformazione che stiamo vivendo, il futuro si gioca sulla centralità della persona e sulla capacità degli uomini di formare un’umanità nuova. La grande sfida della scuola è costruire la persona del futuro, educandola al vero, al bene e al bello, a quel bell’ordine di cose, di cui parlava S. Maria De Mattias; non si tratta allora solo di imparare cono­scenze e contenuti, ma abitudini e valori per favorire un nuovo umanesimo, ispirato alla vita buona del Vangelo. Per la stessa Maria De Mattias, la scuola era luogo d’evangelizzazione, in quanto i fanciulli, i giovani e gli adulti dovevano non solo imparare a leggere e scrivere, ma anche a coltivare l’amore per la vita e la conoscenza di Gesù Cristo, per diventare uomini e donne critici e per essere protagonisti liberi nella società nella spirito di una vera solidarietà sociale.

 

Principi ispiratori dell’azione educativa ASC

Dalla concezione cristiana della realtà e in specie dal carisma di Maria De Mattias conseguono i principi ispiratori dell’azione educativa delle Scuole ASC:

  • L’impegno educativo, inteso come servizio di amore e dedizione che, ai suoi tempi, Santa Maria De Mattias rendeva in specie alle “poverelle” e che oggi si rivolge con particolare cura agli allievi con piu urgenti e particolari bisogni, allievi troppo spesso ricacciati in queste deserte “periferie” umane, culturali, spiri­ tuali.
  • L’attenzione alia preziosita della persona, di cui si riconosce l’unicità e la singolarità e perciò se ne potenziano doti e diversità.
  • La formazione della coscienza, con un’attenzione privilegiata alla dimensio­ne etica.
  • L’educazione intesa come esercizio concreto della carità, compito affidato dal Signore e la scuola come luogo privilegiato per testimoniare l’amore per il creato, la storia e i popoli.
  • L’educazione alla libertà da intendersi come aiuto alla persona, in termini di collaborazione e difesa della pari dignità di qualsiasi uomo o donna e come rifiuto di ogni pregiudizio e ogni ostacolo alla comprensione e accetta­ zione dell’altro, in vista della pace e della giustizia.
  • I1 sapere, il decoro, la modestia, la pazienza, l’amore, la premura per il bene da apprendere, non solo attraverso le parole, ma anche attraverso i senti­ menti e i comportamenti, soprattutto degli insegnanti-educatori.
  • I1 rendere la scuola luogo realmente accogliente e “piacevole”, luogo che si fa “famiglia” e “comunità” nello stesso tempo.
  • La cura per l’ascolto e il dialogo da incentivare tra tutti i soggetti della co­munità educativa per elaborare insieme idee ed operare scelte.
  • I1 rafforzamento del legame con la Chiesa locale.
  • L’assunzione di criteri di equità ed imparzialità nel quotidiano svolgimento del lavoro con gli allievi.
  • L’impegno educativo inteso come “premura” per il profitto dei propri allievi da ottenersi, “rendendosi responsabili dinanzi a Dio” e superando, ove oc­corra, posizioni troppo personali.
  • L’attenzione alle famiglie, la cui collaborazione resta fondamentale per la realiz­zazione della scuola, come comunità educante e per il conseguimento del successo educativo.