Laudato sii, oh mio Signore!

Un papà giornalista che descrive questa giornata speciale "Festa d'autunno"

Laudato sii, oh mio Signore!

Con queste parole di eco francescana espresse dalle voci pure e leggere dei nostri bambini è stata accolta la grande famiglia dell’Istituto S. Maria De Mattias per celebrare la “Festa d’Autunno” nella mattina dell’11 novembre u.s. Nessun inizio sarebbe stato più opportuno perché Dio ha riservato a tutti una splendida giornata di sole, quasi primaverile a dispetto della stagione celebrata, e ha permesso di ubriacarsi di bambini sorridenti che nella pienezza della loro gioia sciamavano come comete in una notte di San Lorenzo.

Lo strumento di questa bellezza è stato l’impegno delle insegnanti e dello staff dell’Istituto, naturalmente magistralmente orchestrate dalla Direzione, e di decine di mamme che hanno concesso ore del loro tempo, ciascuna nelle proprie possibilità, per garantire la riuscita della giornata. Dunque nel massimo dell’ordine possibile, al netto della lucida follia degli under 5 e lo scintillante “priscio” generale, si è potuto godere in primis delle esibizioni di bambini dell’asilo. I piccini, sventolando la loro castagna di carta “made in aula”, hanno turbinato canti, danze e poesie eroicamente insegnati dalle maestre con la pazienza e l’amore che conosciamo a questa meravigliosa ciurma di germogli di 90 centimetri. Poi ancora canti dei fanciulli delle elementari per ricordarci e ricordare che è autunno.

Certo è Autunno! Non è scontato farne memoria con nostri bimbi perché sappiano proteggersi da questa epoca di Halloween, gender, e No Vax che lo scrittore Gilbert Keith Chesterton preconizzò anni fa “Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate”. E allora hanno sguainato coltelli da pane decine di madri che piene di entusiasmo hanno allestito delle vere e proprie installazioni artistiche e gastronomiche traboccanti autunno. Castagne, foglie, i colori della stagione nelle bruschette, nell’olio, nei taralli, pomodori e mandarini. Postazioni singole o condivise tra mamme, folletti, uva, zucche e profumo di caldarroste che avvinghiava tutti i presenti, sorridenti e lieti.

Arrivano le 13:00. Insegnanti e madri esauste, queste ultime accompagnate da papà consueti indispensabili consulenti artistici, abili babysitter e dispensatori di consigli alle mogli (ehm), hanno riassettato il giardino dell’Istituto. E poi i bambini. I nostri figli, doni che abbiamo ricevuto dal Cielo. Sudati o stanchi, piangenti, vispi o dormienti, ma tutti vivi, felici, veri e meravigliosamente diversi tra loro. E tutta questa letizia sotto lo sguardo vigile di S. Maria De Mattias presente ed amorevole ad abbracciare i pargoli e a ricordare a tutti i “grandi” che «se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli». (Mt 18,3).

Marco Bonerba (Un papà)

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